Hai mai sentito parlare dell’importanza della progettazione narrativa?
Prima di buttarsi a scrivere un romanzo, è essenziale organizzarsi, fare una buona pianificazione. Lo so, sembra una di quelle cose noiose che non vedi l’ora di saltare, ma fidati, fa tutta la differenza.
Oggi voglio raccontarti come mi preparo io alla scrittura di un romanzo, quindi di un testo lungo, qualcosa che richiede impegno e pianificazione. Non voglio darti l’impressione che questo sia l’unico metodo possibile, né che sia il migliore. È semplicemente il mio metodo, e con me funziona. Anzi, ti dirò di più: non solo funziona con me, ma anche con tanti altri autori con cui ho lavorato. Li ho visti usare questo metodo e trovarsi benissimo.
Ora, non pretendo che questo valga per tutti, però ti invito a seguirmi e vedere se ci sono degli spunti che possono essere utili anche a te. Magari scopri che fai già alcune delle cose che faccio io, e allora potresti migliorare ancora di più il tuo processo. Se invece non hai ancora un metodo preciso o senti che quello che usi non funziona come vorresti, beh, forse quello che sto per raccontarti potrebbe esserti utile.
Quando mi accingo a scrivere un nuovo romanzo, la prima cosa che faccio è concentrarmi sui personaggi. Sì, proprio così. Non parto dalla trama, dall’intreccio o da qualche scena spettacolare che ho in mente. No, per me tutto inizia dai personaggi. Anzi, ti dirò di più: spesso sono i personaggi stessi che vengono a cercarmi. A un certo punto comincio a pensare a uno di loro, e diventa così reale nella mia testa che mi sembra quasi che mi stia parlando. Questa figura diventa così presente che mi accompagna ovunque. Penso a lui o a lei continuamente, anche quando non sto scrivendo.
Magari, a poco a poco, questo personaggio inizia a somigliare a qualcuno che conosco nella vita reale, e nella mia testa prende forma sempre di più. Diventa una persona vera, non più solo un personaggio inventato. A volte scherzo dicendo che diventa una specie di amico immaginario, uno di quelli con cui ti ritrovi a parlare nella tua mente, anche se non sei ancora davanti al computer o con la penna in mano.
Ecco, quando arrivo a questo punto, è lì che comincio con le mie “schede di lavoro” sui personaggi. Apro Word e inizio a scrivere tutto quello che so del personaggio. Non solo il suo nome o la sua età, ma anche i suoi tratti caratteriali, le sue paure, i suoi desideri, il suo background sociale. Insomma, tutto quello che lo rende una persona “vera”. E, pian piano, questa scheda cresce, diventa quasi un fascicolo, un dossier completo sul personaggio. Lo faccio per il protagonista, ovviamente, ma anche per gli altri personaggi principali.
Ma perché partire dai personaggi?
Beh, te lo dico subito: per me è impossibile pensare a una storia senza sapere chi saranno i protagonisti. Voglio dire, come posso immaginare cosa accadrà se non so chi sarà coinvolto? È un po’ come cercare di organizzare una festa senza sapere chi sono gli invitati! Alla fine, sono i personaggi a guidare le azioni, le decisioni e, quindi, la trama. Non è solo una mia fissazione, credimi. Se i tuoi personaggi sono ben definiti, la storia scorrerà in modo naturale.
Hai mai sentito autori dire che i loro personaggi “prendono il controllo” della storia? Ecco, succede proprio questo. Quando hai lavorato bene sui tuoi personaggi, le loro azioni e reazioni vengono da sole. Perché? Perché se hai creato un personaggio con un certo background, un certo modo di pensare e di essere, non potrà che comportarsi in un certo modo di fronte agli ostacoli che gli presenti. È una cosa quasi automatica.
Una volta che ho fatto questo lavoro sui personaggi principali, passo alla trama. Ma attenzione, non faccio tutto in ordine cronologico perfetto, eh! Mi piace giocare con la fabula e l’intreccio. Magari decido che alcuni eventi vanno raccontati in ordine lineare, mentre altri possono essere spostati, magari inserendo dei flashback. Insomma, cerco di capire quale sia il modo migliore per raccontare la storia.
E qui entra in gioco la famosa “struttura a blocchi”. Immagino la trama come un insieme di mattoni, ciascuno dei quali rappresenta una scena. Sta a te, come scrittore, decidere come disporli per costruire il tuo edificio narrativo. Potresti scegliere di partire con una base solida e accattivante per attrarre subito il lettore, oppure preferire costruire lentamente, aggiungendo un mattone dopo l’altro. In ogni caso, sei tu a decidere l’ordine in cui inserire gli eventi.
Un’altra cosa importantissima è la “linea del tempo”. Questo è un passaggio che non posso saltare mai. Mi faccio una sorta di cronologia precisa, per evitare di commettere errori o incongruenze. È come tenere un diario degli eventi: scrivo quando succede cosa, in che giorno o anno ci troviamo, quanto dura un certo evento, quanto tempo passa tra una scena e l’altra. Questo aiuta a mantenere la coerenza nella storia e a evitare errori grossolani che potrebbero confondere il lettore.
Una volta che ho la mia linea del tempo ben chiara, posso finalmente concentrarmi sui luoghi. Anche qui, come per i personaggi, creo delle schede dettagliate. Immagino con precisione dove si svolgeranno le varie scene: se si tratta di una casa, devo sapere com’è fatta, cosa c’è intorno, quali sono i dettagli che la rendono unica. Se invece l’azione si svolge in un luogo esterno, lo stesso: mi immagino il paesaggio, il clima, l’atmosfera.
A questo punto, ho tutto il necessario: ho i personaggi, la trama, la linea temporale e le ambientazioni. È solo adesso che posso cominciare a scrivere davvero. E, quando serve, aggiungo delle ricerche ulteriori. Se ho deciso di ambientare la storia in un’epoca diversa dalla mia o in un luogo che non conosco bene, mi documento. Anche qui, per fortuna oggi abbiamo internet che ci aiuta tantissimo. Se la storia è ambientata in una città che non conosci, puoi cercare informazioni online: quali sono i monumenti, i locali famosi, come si muovono le persone da una parte all’altra della città?
Lo stesso vale per l’epoca storica. Se decidi di ambientare il tuo romanzo in un’altra epoca, anche solo dieci o vent’anni fa, dovrai fare delle ricerche. Che musica si ascoltava? Come ci si vestiva? Cosa si mangiava? Sono dettagli che fanno la differenza e che danno credibilità alla tua storia. Anche se pensi che dieci anni non siano tanti, in realtà le cose cambiano rapidamente, e il lettore potrebbe accorgersi di incongruenze se non hai fatto abbastanza attenzione.
Scrivere un romanzo richiede tempo e preparazione. Non è unicamente una questione di ispirazione. Certo, ci sono momenti in cui le idee ti piovono addosso e sembra che tutto fluisca, ma se dietro non c’è una buona struttura, rischi di perderti. I personaggi, la trama, la linea temporale, le ambientazioni: sono tutti elementi che devono essere ben chiari nella tua testa prima di cominciare a scrivere. E, fidati, se segui questi passaggi, la scrittura sarà molto più facile e fluida.
Se sei uno di quelli che pensa che scrivere sia solo questione di sedersi davanti a un foglio bianco e aspettare l’ispirazione, mi spiace deluderti, ma non funziona proprio così.
La creatività va alimentata con l’organizzazione e la pianificazione. Solo così potrai creare una storia che non solo funziona, ma che cattura davvero l’attenzione del lettore e lo porta fino alla fine.
Ora, non resta che provare!
Che cosa? Vorresti pianificare il tutto ma non hai mai il tempo a causa di giornate lavorative troppo stressanti o altri problemi? Oppure hai pianificato tutto ma purtroppo non riesci a scrivere per lo stesso motivo? Tranquillo, puoi delegare la scrittura del tuo romanzo in maniera totalmente segreta conservando tutti i tuoi diritti, contattando Scrittura Fantasma per una consulenza totalmente gratuita CLICCANDO QUI!






