Tempo della storia e tempo del racconto

A surreal artwork showing an open book floating in space, with glowing timelines flowing out like rivers of light. Melting clocks, a dissolving typewriter, and characters walking across shifting timelines represent the difference between story time and narrative time

Hai mai pensato che il tempo, nella scrittura, non scorra come nella vita reale?

Quando inizi a scrivere un libro, potresti credere che raccontare gli eventi nell’ordine in cui accadono sia l’unica via possibile. Ma in realtà, uno degli aspetti più potenti (e sottovalutati) della narrazione è proprio il tempo — o meglio, i tempi. Capire la differenza tra tempo della storia e tempo del racconto può fare la differenza tra una narrazione piatta e una che cattura, sorprende, tiene il lettore incollato.

Il tempo della storia è il tempo “reale”, quello in cui i tuoi personaggi vivono, amano, combattono e cambiano. È la cronologia degli eventi nella loro vita. Ma il tempo del racconto? È il tuo potere da autore: è quanto tempo dedichi a raccontare quegli eventi, è la lente d’ingrandimento o il fast forward con cui accompagni il lettore. E qui puoi giocare: dilatare un attimo, riassumere un anno, tornare indietro, balzare in avanti.

Se non lo sapevi, non preoccuparti: sei in buona compagnia. Molti aspiranti scrittori confondono i due e si ritrovano a scrivere testi che sembrano lunghissimi nei punti sbagliati e velocissimi proprio dove il lettore avrebbe bisogno di respirare. Ma non è colpa tua. Nessuno ti ha mai spiegato che il tempo, quando scrivi, è un materiale che puoi modellare a tuo piacimento.

Adesso che lo sai, è il momento di imparare come usarlo davvero.

Per rendere tutto più chiaro, facciamo un esempio pratico. Prendiamo “I Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni. La storia inizia il 7 novembre 1628, la sera in cui Don Abbondio, tornando a casa, incontra i bravi. Gli eventi continuano fino al 1600, quando finalmente Renzo e Lucia si sposano. Quindi, il tempo della storia copre circa due anni. Ma quanto tempo ci mette Manzoni per raccontare questi due anni? Beh, qualche centinaio di pagine! E se tu, lettore, sei particolarmente lento, non ci metterai comunque due anni a leggere il libro. Questo è un chiaro esempio di come il tempo della storia e il tempo del racconto non coincidano affatto.

In generale, il tempo del racconto è molto più breve e veloce rispetto al tempo della storia. Ma è proprio questo contrasto che permette di creare effetti interessanti e coinvolgenti. Puoi giocare con la velocità della narrazione per rendere il testo più dinamico o riflessivo.

Vediamo quindi cinque situazioni in cui il rapporto tra tempo della storia e tempo del racconto può variare.

1. La Pausa

Immagina che il tempo della storia si fermi completamente. È come se il cronometro si bloccasse, mentre la narrazione continua. Questo succede durante le sequenze riflessive, quando l’autore si sofferma sui pensieri e le emozioni dei personaggi, oppure nelle sequenze descrittive, quando si dedica a dipingere un quadro dettagliato di un ambiente o di un personaggio. In questo caso, anche se nella narrazione si continua a leggere, nella storia non ci sono sviluppi. È un momento di pausa che può essere molto utile per approfondire l’atmosfera o le introspezioni.

2. Il Rallentamento

In questo caso, il tempo del racconto è più lungo del tempo della storia. Qui non abbiamo una pausa vera e propria, ma un rallentamento. L’autore dedica più spazio a riflessioni o descrizioni, quindi un evento che nella vita reale potrebbe durare pochi minuti occupa invece molte pagine nel testo. Ad esempio, un semplice incontro tra due personaggi può essere descritto in modo così dettagliato che il lettore percepisce il rallentamento del tempo narrativo. Questo è utile per intensificare l’attenzione su determinati momenti o per aggiungere profondità a scene particolarmente significative.

3. La Scena

La scena è quando il tempo del racconto coincide esattamente con il tempo della storia. Questo accade principalmente nelle battute di dialogo, dove ciò che i personaggi dicono avviene in tempo reale. È come essere al teatro: le parole che leggi occupano lo stesso tempo che impiegherebbero i personaggi a pronunciarle. Il ritmo è completamente sincronizzato con quello della realtà, e ogni battuta si svolge esattamente come avverrebbe nella vita reale. Questo permette di creare un senso di immediatezza e autenticità.

4. Il Sommario

Quando il tempo del racconto è più breve del tempo della storia, siamo di fronte a un sommario. Qui, eventi che nella vita reale occuperebbero giorni, mesi o addirittura anni vengono riassunti in poche righe o pagine. Questo strumento accelera notevolmente il ritmo della narrazione, portando avanti la trama con rapidità. Ad esempio, anni di eventi possono essere riassunti in un breve passaggio, consentendo di saltare direttamente alle parti più rilevanti senza dover descrivere ogni singolo dettaglio.

5. L’Ellissi

L’ellissi è il caso in cui il tempo del racconto è pari a zero. Questo succede quando intere parti della vita di un personaggio, come anni o decenni, vengono ignorate completamente. Il lettore salta avanti nel tempo con un solo voltare di pagina, passando a eventi successivi senza che venga narrato ciò che è avvenuto nel frattempo. Questo metodo crea salti temporali netti e permette di concentrarsi sugli eventi più significativi senza perdersi nei dettagli superflui.

Adesso che abbiamo esplorato queste cinque situazioni, è interessante notare come un buon narratore utilizzi queste tecniche per giocare con il ritmo e la velocità della storia. Mescolare scene, rallentamenti, ellissi e sommari può rendere un testo molto più coinvolgente. Ad esempio, un romanzo ben scritto potrebbe alternare momenti di intensa azione a pause riflessive, offrendo così una lettura variegata e avvincente. L’importante è bilanciare questi elementi per mantenere il lettore interessato e immerso nella storia.

Umberto Eco, un grande maestro della narrativa, diceva che un romanzo eccellente è quello in cui l’autore sa esattamente quando accelerare, quando frenare e come dosare questi cambiamenti di ritmo. È come se l’autore fosse un ciclista che gioca con i cambi di marcia per mantenere un ritmo costante. Saper gestire il tempo del racconto rispetto al tempo della storia è una competenza fondamentale per ogni scrittore che vuole creare opere coinvolgenti e ben ritmate.

La relazione tra il tempo della storia e il tempo del racconto è un aspetto cruciale nella scrittura narrativa. Comprendere e utilizzare queste tecniche ti permette di manipolare il ritmo e l’intensità della tua storia, rendendo il testo più dinamico e interessante. Sperimenta con le diverse modalità di narrazione, gioca con la velocità e trova il giusto equilibrio per creare una lettura che cattura l’attenzione e coinvolge profondamente il tuo pubblico.

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