Benvenuto o bentornato nel magico mondo di Scrittura Fantasma! Oggi parliamo di un tema che preoccupa tantissimi scrittori, sia esordienti che navigati: il diritto d’autore e come difendere il tuo libro dal plagio. Insomma, come evitare che qualcuno rubi il frutto del tuo lavoro e lo pubblichi a nome proprio.
Scommetto che almeno una volta ti sei chiesto: “Ma se mi rubano l’idea?” Magari proprio prima di cliccare su “Pubblica” su Amazon o prima di inviare il tuo manoscritto a un editore o a un agente. È una paura più che legittima, perché diciamocelo: dopo aver sudato per mesi o addirittura anni su un progetto, l’idea che qualcuno possa appropriarsi delle tue parole fa davvero venire i brividi.
Ti vedo lì che stai annuendo con la testa. E ti capisco! È un pensiero che blocca molti scrittori prima di pubblicare, perché il plagio è un incubo sempre dietro l’angolo. Però, fai un bel respiro, rilassati: ti dirò subito che il rischio di plagio è molto più basso di quanto tu possa immaginare, specialmente da parte di agenti o editori. Perché, alla fine, per loro sarebbe molto più redditizio mettere sotto contratto uno scrittore talentuoso piuttosto che rubargli una singola opera e rischiare problemi legali. Perciò, se il tuo libro è davvero buono, credimi, faranno di tutto per farti firmare, e non certo per copiarti!
Il vero rischio, invece, potrebbe venire da altri scrittori. Ah, sì, esistono anche loro: i copioni! Quegli invidiosi che magari apprezzano il tuo lavoro e cercano di spacciarlo per proprio. Ma, tranquillo, ci sono dei modi efficaci per difendersi e tutelare il tuo diritto d’autore. Adesso ti spiego come fare.
La legge dalla tua parte
Prima di tutto, vediamo cosa dice la legge italiana. C’è un articolo del Codice Civile, il 2576, che recita: “Il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera come espressione del lavoro intellettuale”. Eh? Cosa significa in pratica? Che il semplice fatto di aver creato qualcosa ti rende automaticamente il detentore del diritto d’autore su quell’opera. Non devi registrare nulla per “guadagnare” questo diritto: è tuo dal momento in cui le tue idee si trasformano in parole su carta o in bit sullo schermo.
Sembra una cosa banale, ma è importantissima: non è che devi correre subito a registrare il tuo libro da qualche parte per proteggerti. No, no. Il problema non è tanto registrare il tuo diritto d’autore, ma piuttosto essere in grado di dimostrare che sei tu ad aver scritto quel testo prima di chiunque altro. In altre parole, se qualcuno ti copia, devi essere in grado di provare che hai creato e pubblicato il tuo libro prima di loro. Tutto qui. Si tratta di tempistiche.
Come fare a dimostrare che il libro è tuo?
Adesso vediamo insieme alcuni metodi per tutelarti. Non ti preoccupare, non devi fare nulla di complicato e costoso… beh, almeno non sempre!
1. Deposito notarile
Il metodo più sicuro e ufficiale è il deposito notarile. Funziona così: vai da un notaio con il tuo libro, lui timbra tutte le pagine e lo conserva nel suo archivio. Facile, no? Ma, come puoi immaginare, non è proprio economico. Il notaio va pagato, e la parcella può essere piuttosto alta, specialmente se hai scritto un mattone di 500 pagine!
2. Deposito legale
Un altro metodo meno costoso è il deposito legale. È previsto dalla legge 106 del 2004, che stabilisce che tutti i libri prodotti in Italia devono essere depositati presso le biblioteche nazionali di Roma e Firenze. Questo deposito non nasce con lo scopo di tutelare il diritto d’autore, ma piuttosto per conservare il patrimonio culturale del paese. Allo stesso tempo, una volta che invii una copia del tuo libro alle biblioteche, ricevi una ricevuta che attesta la data in cui l’hai depositato. E, come detto prima, il segreto è proprio dimostrare la data!
Ma quanto costa tutto questo? Praticamente niente. L’unica spesa che dovrai sostenere è quella della spedizione del tuo libro alle biblioteche. Ti consiglio di usare il piego di libri, un servizio economico offerto dalle Poste Italiane, che ti permette di spedire libri a costi davvero bassi. Se vuoi stare ancora più tranquillo, puoi usare il piego di libri raccomandato, che ti costa poco più di 3 euro. Economico, vero?
3. Deposito presso la SIAE
Un’altra opzione è il deposito presso la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori). Molti pensano che iscriversi alla SIAE sia l’unico modo per proteggere il diritto d’autore, ma in realtà non è così. Non sei obbligato a iscriverti per usufruire dei servizi di tutela che offre. Un servizio molto utile che la SIAE mette a disposizione è il deposito di un’opera inedita. Cosa vuol dire? Che puoi depositare il manoscritto del tuo libro presso la sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative). Basta compilare un modulo, firmare ogni pagina del tuo libro e inviare tutto per posta o consegnarlo a mano. Anche qui, riceverai una ricevuta che attesta la data del deposito.
Questo deposito dura 5 anni e costa circa 13 euro. Prima della scadenza, puoi rinnovarlo per altri 5 anni, ma attenzione: funziona solo per opere inedite. Se il libro è già stato pubblicato, questo metodo non è più valido.
4. Mandato alla SIAE per opere edite
Se il tuo libro è già pubblicato, puoi comunque tutelarlo affidando alla SIAE un mandato per la registrazione dell’opera. In questo caso, la SIAE si impegna a proteggere i tuoi diritti d’autore, e se qualcuno dovesse piratare il tuo libro, ti aiuterà a recuperare i diritti che ti spettano. Anche questo servizio ha un costo, che è di circa 162 euro. Non è obbligatorio iscriversi alla SIAE, ma puoi comunque farlo se vuoi usufruire di ulteriori servizi.
Quando ha senso usare questi metodi?
Se hai scritto un libro e stai cercando un editore, il deposito potrebbe essere utile per proteggere la tua opera mentre aspetti che qualcuno decida di pubblicarla. Oppure, se hai scritto copioni teatrali, format televisivi o sceneggiature, ha senso depositarli per evitare che qualcun altro li usi senza il tuo permesso. In questi casi, il deposito presso la SIAE o il notaio ti può dare quella tranquillità che cerchi.
Ci sono altre opzioni rispetto alla SIAE?
Se l’idea di iscriverti alla SIAE non ti convince o se vuoi esplorare altre opzioni, ci sono diversi metodi alternativi per tutelare i tuoi diritti.
1. Codice ISBN
Il codice ISBN è un identificativo univoco per i libri e attesta la presenza del tuo libro nei cataloghi internazionali. Se sei un autore indipendente e fai self-publishing, puoi acquistare un codice ISBN per il tuo libro a circa 80 euro più IVA. Attenzione però, perché se pubblichi il tuo libro in più formati (cartaceo, e-book, ecc.), potrebbe servirti un codice diverso per ognuno di essi.
2. Spedire il libro a te stesso
Questo è un metodo vecchio ma sempre efficace: invii una copia del tuo libro a te stesso tramite posta raccomandata e ti assicuri di non aprire mai il pacco. Il timbro postale sulla busta sarà la prova della data in cui il libro è stato creato. Se mai dovesse esserci una disputa legale, potrai aprire il pacco davanti a un giudice per dimostrare che l’opera è tua e risale a una determinata data.
3. Invio digitale con PEC
L’invio digitale è un altro metodo comodo e pratico. Puoi inviare una copia del tuo libro a te stesso tramite una casella di posta certificata (PEC). Questo servizio è utile perché registra ufficialmente la data di invio e la presenza di allegati. Se hai già una PEC per motivi di lavoro, puoi usarla anche per questo scopo senza costi aggiuntivi. Altrimenti, il costo per aprire una PEC è molto basso.
Cercare i plagi: una missione impossibile?
Ecco, questo è un altro punto importante: proteggere il tuo libro non significa andare a cercare chi lo ha copiato. Esistono software come Copyscape o Plagscan che possono aiutarti a scoprire se un tuo testo è stato copiato su altri siti o blog. Ma per quanto riguarda i libri pubblicati da altri? Beh, qui diventa più complicato. Se qualcuno copia interi brani del tuo libro e li inserisce nel suo, è davvero difficile scoprirlo, a meno che qualcuno non te lo segnali o tu stesso non te ne accorga.
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